Olio Extra Vergine d’Oliva Sabino: l’oro della nostra terra.

La regione che ci ospita fra le sue colline dolci dal clima mite e dai paesaggi lussureggianti è anche un’area che, grazie a queste caratteristiche geografico-climatiche, regala frutti e prodotti preziosi come le diverse varietà di olivo da cui viene prodotto uno dei migliori olii dello stivale.

La zona di produzione dell’olio extra-vergine di oliva Sabino si estende fondamentalmente in due province, quella di Rieti e quella di Roma e riprende in linea generale i confini dell’antico territorio Sabino.

Fondamentale per l’ottenimento dell’olio extra vergine di oliva è appunto la qualità del terreno e il clima mite che caratterizza la zona. L’olio sabino è ottenuto dalle varieta’ di olive Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Olivastrone, Moraiolo, Olivago, Salviana e Rosciola.

Caratteristiche dell’olio prodotto dagli ulivi di questa terra sono il suo colore giallo-verde dai riflessi oro. Al sapore è fruttato, vellutato, uniforme e aromatico; amaro e piccante per gli oli freschissimi. Altra nota di particolarità è una acidità massima pari allo 0,60%.

Storicamente la produzione di olio nelle terre sabine ha radici antichissime, certamente di epoca pre-romana – come testimoniato dai ritrovamenti archeologici della città di Cures, nei pressi dell’attuale frazione di Passo Corese.

Nell’area del comune di Canneto Sabino, a poca distanza dall’antica Cures, è situato l’ulivo più antico d’Europa, di circa 2000 anni d’età.

La leggenda narra che sia stato piantato addirittura dal Sabino Numa Pompilio, Re Di Roma dal 715 a.C. fino al 673 a.C., ma per questo maestoso esemplare di Olivastrone la stima più ragionevole sembra datare la pianta ad un millennio circa d’età.

Più presumibilmente, infatti si ritiene sia stato piantato durante la grande campagna di bonifica delle zone di Canneto da parte dei monaci benedettini di Farfa, i quali proprio intorno al Mille, avrebbe collocato nell’area un presidio, di cui oggi resta traccia nella casa Tanteri e nella attigua cappella della Madonna della Neve.

L’olivicoltura locale, come quella nazionale, vede purtroppo una fase di crisi legata all’industralizzazione dei processi di produzione e coltivazione in cui i processi sempre più tecnologici hanno reso i nostri olii eccellenti assolutamente fuori mercato e non competitivi. Le tecniche utilizzate per la produzione dell’olio, in particolare per quanto concerne i frantoi, sono rimaste infatti pressoché invariate dall’epoca pre-romana.

Il patrimonio di alberi secolari o in alcuni casi millenari dai cui frutti viene prodotto il prezioso olio locale, è un’altro dei fattori che rende la produzione più laboriosa e costosa. Di conseguenza il mercato diventa più “affollato” di olii dalla qualità inferiore ma dal prezzo ovviamente inferiore.

Per contribuire a sostenere i valori ambientali e paesaggistici, i frutti e i prodotti dell’economia locale, sono sorte negli anni, numerose iniziative per restituire la giusta rilevanza al lavoro, al bagaglio esperienziale e storico culturale di queste terre.

Fra queste segnaliamo il nuovo Presidio Slow Food, dedicato all’olivicoltura e alla produzione di olio extravergine di qualità ed una Guida agli Olii Extravergini con la quale potersi orientare nella ricerca e nella scelta di olii di qualità.

L’associazione nazionale ha individuato 18 aziende a cui ha assegnato la propria chiocciola e diversi olii Slow. Fra gli olii Slow della Regione Lazio spicca l’olivo Monocultivar Carboncella da Agricoltura Biologica dell’Azienda Agamennone di Poggio San Lorenzo (RI) da cui viene prodotto l’Olio Evo Capofarfa che pregiamo di offrire ai nostri clienti sulle pagine del nostro e-store.